Della forza dell'animo

Nota storica

Della forza dell'animo che si richiede onde l'uomo col solo proponimento signoreggi le proprie sensazioni morbose lettera di Emanuele Kant al professore Hufeland aggiuntovi Dodici lettere sulla felicita del signor Ebersberg libera traduzione dal tedesco. - Milano : coi tipi di Giovanni Pirotta, 1828. - 70, [2] p. ; 12°. - Segnatura: 1-3/12. - Bianca carta 3/12..

Hufeland e Kant

Uno dei fenomeni editoriali più eclatanti ruotanti intorno a Kant è legato alla lettera con cui il filosofo espone al medico Christoph Wihelm Hufeland le sue idee sulla dietetica, vale a dire sul potere di condizionamento del corpo mediante l'attenzione e la concentrazione. Il tema che Hufeland aveva proposto a Kant era quello dell'arte di prolungare la vita, su cui il medico aveva pubblicato un libro che aveva molto dilettato Kant, attentissimo all'argomento.  La risposta è il testo di Von der Macht des Gemüts, durch den bloßen Vorsatz seiner krankhaften Gefühle Meister zu sein che, dapprima apparso come terza parte del Conflitto delle facoltà nel 1798, Hufeland pubblicò come opuscolo a sé e che ha goduto di un notevole successo editoriale durato per tutto l'Ottocento. 

La traduzione italiana

L'anonimo traduttore italiano nel presentare l'opuscolo mette in evidenza la concordanza di Hufeland e Kant a proposito del rapporto tra medicina e filosofia. Le idee di Kant, dice il traduttore, sono interessanti e istruttive, vale a dire attuali e utili. Aggiunge, poi, che di questa lettera propone una "libea traduzione" con la speranza che "l'oscurità di senso" di Kant possa essere superata "dall'interesse del subbietto" del testo (p 3). Da ciò che egli dice, sembra che abbia tradotto non soltanto lo scritto di Kant ma anche un "altro recentissimo opuscolo di consimile natura" (p. 3), che però finora non è stato possibile rintracciare.

Lo scritto kantiano verrà poi tradotto nel 1882, in un clima culturale di tutt'altro tipo, dominato dal positivismo (cfr. il Potere dello spirito)