Il sentimento
del sublime e del bello

Nota storica

Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello di Emmanuele Kant versione di N. M. C.. - Napoli : dalla Tipografia di Palma, 1826. - 104, [4] p. ; 12o. - Segn.: 1-9(6). - Ultima c. bianca..  

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Estetica e virtù

L'intento di Nicola Maria Corcia nel tradurre l'unico scritto precritico tradotto nell'Ottocento è in primo luogo di chiarificare i concetti di bello e sublime sulla scorta del "benemerito [...] Emmanuele Kant" che, dice Corcia, "in poche pagine ne ha mostrato la loro filiazione, in un modo brevissimo sì, ma che non lascia per avventura nulla a desiderare in riguardo ai principi dell'estetica" (p. III). In secondo luogo, tuttavia, Corcia intende porre in evidenza i mezzi concettuali che possono servire per correggere l'antipatia sociale e interpersonale che contraddistingue le relazioni umane e genera il "malcontento quasi di tutti gli uomini per la condotta dei simili". Accanto, pertanto, alla questione di carattere estetico, lo scritto kantiano del 1764 contribuisce anche a

preparare con bei mezzi e indiretti, e con belle maniere, il trionfo della virtù sulla nostra inferma natura; giacché, scorgendo ognuno le caratteristiche degli umani temperamenti, di che con tanta verità si occupa il nostro filosofo (p. IV)

Nella medesima sfera di interesse Corcia si è mosso anche con la traduzione del Compendio di morale di V. Parisot (Napoli 1835) e Dell'uso e dell'abuso dello spirito filosofico durante il secolo decimottavo di J.-E.-M. Portalis (Napoli 1829).

La fonte francese

Il testo tradotto da Corcia è tratto dall'Examen philosophique des considérations sur le sentiment du sublime et du beau, dans le rapport des caractères, des tempéraments, des sexes, des climats et des religions, d'Emmanuel Kant pubblicato nel 1823 da Auguste Hilarion Keratry, con in appendice la traduzione francese delle Osservazioni sul sentimento del bello e del sublime.

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