Trattato del diritto delle genti

Nota storica

Trattato del diritto delle genti dedicato alle potenze alleate ed ai loro ministri / [di Emanuele Kant]. - Milano : Appresso Antonio Fortunato Stella, in contrada di Santa Margherita, 1814 ([Milano] : dai tipidi Gio. Giuseppe Destefanis). - 23, [1] p. ; 8º. - Il nome dell'A. si ricava dalla prefazione. - Indicazione di stampa sul verso del front. - Segn.: π¹².. 

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L'edizione italiana

La prudenza riscontrata nelle traduzioni di August Eckerlin non sembra cogliere l'anonimo traduttore italiano di questo breve testo (tratto dal § 62 della Metafisica dei costumi), con cui si prova a dare fondamento giuridico, politico e filosofico al prossimo Congresso di Vienna e alla conseguente resa dei conti con la Francia napoleonica e, in generale, rivoluzionaria. 

Non manca, tuttavia, una certa accortezza all'editore, al quale sembra opportuno non presentare l'opuscolo come opera di Kant: il nome del filosofo è fatto nella Prefazione (p. 3).

La fonte francese

L'opuscolo era apparso, sempre nel 1814, in Francia sul «Mercure Étranger»  (n. XV, pp. 133-195), e poi come estratto a Parigi presso l'editore-stampatore del «Mercure» Adrien Égron. Il traduttore (che si firma Œ) è più esplicito nel chiarire al lettore la fonte del testo tradotto, sebbene ne riporti il titolo non correttamente: Elémens Métaphysiques de la Jurisprudence et du Droit des Gens. Il sostegno ai regnanti della Santa Alleanza viene offerto con il dettato di uno degli autori nel mirino delle nazioni della Restaurazione. Va detto, a ogni modo, che il pensiero politico di Kant era circolato in Francia nel decennio precedente grazie soprattutto alla traduzione della Pace perpetua

L'intento fondamentale dell'opuscolo è ben espresso nella Prefazione:

Le Potenze Alleate hanno recato, sia nella guerra, che nella politica, quel morale civilizzamento di cui il volgare pregiudizio non le credeva suscettive (p. 3). 

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