Geografia fisica

Scheda

Geografia fisica di Emanuele Kant tradotta dal tedesco. Volume primo [-sesto]. - Milano : dalla tipografia di Giovanni Silvestri contrada del Bocchetto num. 2536, 1807-1811. - 6 v. ; 8o. - Nome del traduttore, Augusto Eckerlin, dalla dedica a c. [a]3r del v. 1. - L'indirizzo del tipografo varia sui front. dei v. 2-6: agli scalini del Duomo num. 994..  

Il contesto

Nel clima napoleonico del Regno d’Italia (1805-1814) la Geografia fisica di Kant sembrava rispondere alle esigenze “geopolitiche” francesi e ciò spiega, almeno in parte, la scelta del dedicatario, il ministro della guerra Augusto Caffarelli.

Questa connotazione della traduzione è forse all’origine del fatto che essa risulti ancora oggi un hapax nella storiografia kantiana in Italia, dal momento che non vi sono mai state altre traduzioni della Geografia fisica.

La scelta dell'edizione Vollmer

Eckerlin non precisa le ragioni che lo spinsero a preferire l’edizione Vollmer a quella che, nel 1802, aveva curato Theodor Rink su mandato dello stesso Kant. Il traduttore si limita a dire che non valeva la pena tenerne conto. 

Nella Prefazione, aderendo al piano di aggiornamento dei programmi educativi avviato nel Regno d'Italia, Eckerlin lascia trasparire che alla base della scelta dell'edizione Vollmer abbia agito la maggiore importanza accordata al contenuto del testo (alla materia) che non all'autore. Si tratta dello stesso argomento che Vollmer ha buon gioco di sollevare contro Rink, quando gli rimprovera di non essere un geografo esperto in grado di valutare e aggiornare l'opera di Kant.

Vollmer considera Kant come geografo, e ne pubblica le lezioni, di cui possedeva tre trascrizioni, con l’esplicito intento di farne un’opera geografica attendibile e aggiornata, trascurando in tal modo consapevolmente l’orizzonte antropologico entro cui si muoveva Kant.  

Eckerlin segue Vollmer su questa strada, sebbene non gli sfugga la caratura dell'autore e la fama del filosofo con cui aveva a che fare, come dimostra la cautela con la quale si preclude da sé la possibilità di intervenire sull'«opera di sì grande letterato» (p. X).

Cenni sulla geografia in Italia

Buona parte delle opere geografiche generali diffuse in Italia all’epoca erano di provenienza straniera. Nel 1803, per fare soltanto un esempio, venne avviata la pubblicazione della celebre New geographical, historical, and commercial grammar, opera di William Guthrie (1708-1770) che, per quanto aggiornata al 1801 nella sua ultima edizione, risentiva senz’altro del fatto di risalire a agli anni Sessanta del Settecento. Parallelamente alla traduzione della Geografia fisica di Kant, Eckerlin si trovava di fronte ad altre iniziative simili intraprese a Milano, come la traduzione di Carlo Barbiellini della Nuova geografia universale, antica e moderna che raccoglieva testi di Guthrie, e di altri autori. 

L’iniziativa di Eckerlin fece da apripista ad alcuni geografi che si ispirarono a Kant, tra cui si segnala Lorenzo Nesi con la sua Storia fisica della terra compilata sulle traccie della Geografia fisica di Kant (Milano 1816), in un clima oramai del tutto diverso.

Le due stampe della Geografia fisica

Della Geografia fisica esistono due stampe differenti. Al momento di pubblicare il terzo volume (1809), infatti, l’editore rilascia una ristampa dei primi due, che presentano due modifiche rispetto alla prima edizione:

a) l’eliminazione dell’ultimo capoverso della prefazione di Eckerlin, nel quale si annunciava la pubblicazione di diverse carte geografiche ad illustrazione dell’opera (ma nei successivi volumi questi materiali integrativi non vennero mai pubblicati, e da qui la necessaria eliminazione del brano relativo);

b) vengono corretti gli errori e i refusi dei primi due volumi.

L’editore Silvestri non fornisce alcuna indicazione utile per differenziare le due stampe generando, così, qualche confusione in chi si avvicina al testo.

L’esemplare utilizzato per la presente edizione digitale, conservato presso la Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli, è quello della seconda ristampa.

A proposito della fonte

Anche della Physische Geographie curata da Johann Jakob Wilhelm Vollmer esistono due edizioni: la prima apparsa tra il 1801 e il 1805 in quattro volumi e sette tomi; la seconda stampata sempre a Mainz e Hamburg dall’editore Gottfried Vollmer, ma senza data e fatta risalire in genere tra il 1815 e il 1816. In generale si ritiene che la traduzione di Eckerlin sia basata sulla prima edizione Vollmer.

Tuttavia, da una serie di riscontri effettuati, appare evidente uno stretto rapporto tra la seconda edizione di Vollmer e la traduzione italiana. A p. 336 del primo volume Eckerlin inserisce una nota sul mappamondo di fra Mauro, dove aggiunge anche un riferimento a una pubblicazione sul tema del 1806. Lo stesso tema e con quasi le stesse parole viene inserito da Vollmer nel primo volume della seconda edizione (p. 269) ma nel corpo del testo e non in nota. Da questa circostanza si possono ricavare soltanto tre conseguenze (tutte non dimostrate, ma inevitabili):

a) la seconda edizione di Vollmer va retrodatata almeno al 1807, ma più probabilmente al 1806;

b) Vollmer ha tenuto presente la traduzione di Eckerlin per allestire la sua seconda edizione;

c) Eckerlin e Vollmer hanno tratto la notizia da una o più fonti comuni.

Su questa ultima ipotesi abbiamo provato a compiere alcune verifiche ma senza esito, per il momento.

Riferimenti bibliografici


Su August Eckerlin cfr. la notizia biografica su questo sito (leggi)