La pedagogia

Nota storica

La pedagogia / di Emanuele Kant ; con una prefazione di Angelo Valdarnini. - Roma : Tipografia Bodoniana, 1883. - 85 p. ; 20 cm..   

La pedagogia di Emanuele Kant / proemio e traduzione di Angelo Valdarnini. - 2. ed.. - Firenze : coi tipi di M. Cellini e C. alla Galileiana, 1886. - 106 p. ; 19 cm..    

La pedagogia / di Emanuele Kant ; proemio e traduzione di Angelo Valdarnini. - 3. ed. - Torino \etc.! : Paravia, 1887. - 104 p. ; 20 cm..     

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Le scienze

La pedagogia, dice Valdarnini nella Prefazione è scienza in un duplice senso: come scienza umana essa rientra nella filosofia; come scienza in generale compone assieme ad altre (fisiologia, antropologia fisica, psicologia, logica, morale, storia, diritto, poli­tica) un più complesso quadro epistemologico orientato alla perfezione dell’uomo. È stato questo il grande interesse trasversale dell’attività di Valdarnini che, formatosi con Augusto Conti e Luigi Ferri, ha fin dalla tesi di laurea su Bacone cercato vie di conciliazione tra programma scientifico-sperimentale e idealismo platonizzante. L’educazione, che ha sempre orizzonte individuale e sociale, deve coltivare tutte le facoltà umane messe tra loro in relazione. «La cultura fisica non sia quindi segregata da quella dello spirito» (p. 10). Il programma 

Il pregio della pedagogia kantiana

Valdarnini insegnò filosofia teoretica a Bologna dal 1887, ma dedicò molta attenzione al pensiero pedagogico, specie con la traduzione delle lezioni di Kant e della Storia della pedagogia di G. Compayré. A Kant nel 1928, due anni prima della morte, dedica il saggio sull'Educazione teoretica e pratica secondo il Kant e il Gioberti.

Con innegabile precisione e chiarezza, egli individua 19 punti chiave della pedagogia kantiana, che vale la pena riprendere qui:

1. Secondo il Kant, l’uomo non può diventare vero uomo che per educazione.

2. Il genere umano deve a poco a poco trarre da sé stesso tutte le qualità e disposizioni naturali che spettano all’umanità.

3. Una generazione educa l’altra; e così il progresso dall’educazione va necessariamente unito alla perfezione della natura umana.

4. L’abbozzo d’una dottrina pedagogica è un ideale stupendo e nobile, quand’anche non possa effettuarsi; dacché l’arte educativa richiegga molte generazioni per essere perfezionata.

5. Fra le scoperte ed arti umane due sono le più difficili: l’arte di educare gli uomini e l’arte di governarli.

6. Non devesi educare i fanciulli per lo stato presente sociale, ma per un migliore stato avvenire, fondando le norme educative sull’idea dell’umanità e della sua vera e compiuta destinazione.

7. Un disegno di educazione dovrebbe, pertanto, essere cosmopolitico.

8. Il metodo d’istruzione e d’educazione non vuol’essere meccanico, ma fondato su principii razionali. — E già il Ratich aveva detto lieto e animoso: Vetustas cessit, ratio vicit.

9. In qual modo conciliare l’autorità dell’educatore con la volontà libera dell’educando e col fine ultimo dell’educazione? Servirsi dell’autorità per educare nell’uomo la libertà. La stessa disciplina non sia dunque servile. — Aforismo provvido e sapiente che più tardi cercarono dimostrare e inculcare agl’italiani il Lambruschini e il Rayneri.

10. L’uomo è il solo animale che abbia necessità di lavorare. Il lavoro fisico e il lavoro mentale, benché distinti, non vanno separati, e l’uno e l’altro dev’esser fatto per dovere. Onde la stessa cultura dello spirito è doverosa, né va impartita ed appresa per mero divertimento.

11. Non una sola, né alcune, né separatamente, ma tutte le facoltà umane vogliono essere coltivate, ciascuna di esse in relazione con le altre e per le altre. La cultura fisica non sia quindi segregata da quella dello spirito. — La quale armonia delle potenze dell’animo e del corpo nel graduato loro svolgimento era stata accennata e raccomandata anche da Francesco Bacone nel De augmentis scientiarum, là ove tratta della pedagogica.

12. Rispetto all’educazione mentale, bisogna apprender bene più cose, con attività costante e intensa, ma nel debito tempo: festina lente.

13. Nell’educazione progressiva si tenti di unire il sapere e il potere. — E già Bacone aveva detto «L uomo tanto può quanto sa». Ma come dee procedere, secondo Kant, la prima educazione intellettuale? Alle lezioni di cose (tal sarebbe la descrizione dell orbis pictus) e all’esercizio della memoria si unisca quello dell’intelletto e del giudizio, se non vogliamo formare degli alunni tanti lessici viventi.

È chiaro che al metodo intuitivo ed oggettivo (come si domanda oggi) Kant voleva si unisse anche il metodo razionale e soggettivo, per avvezzare l’alunno a riflettere ed a pensare da sé.

14. Gl’insegnanti abbiano ed usino libertà di metodo, conforme si praticava nella scuola sperimentale di Dessau. E così Kant risolveva uno dei molteplici aspetti dell’ardua e complicata questione sulla libertà dell’insegnamento.

15. Venendo all’educazione morale, Kant afferma reciso (contro la teorica di Rousseau) che l’uomo non è per natura né buono né cattivo, ma che egli diventa morale quando la sua ragione si eleva alle nozioni del dovere e della legge morale.

16. L’educazione morale ha per fine principale di formare il retto e vero carattere nell’uomo; il quale deve anzitutto domare le sue passioni: sustine et abstine.

17. Nello stato presente intellettuale e sociale, bisogna inculcare per tempo ai fanciulli alcune idee religiose, ma con siffatto metodo che la nozione di Dio sia congiunta a quella del dovere e che la legge divina apparisca come legge di natura, legge che l’uomo sente e ritrova nella propria coscienza. Imperocché la religione senza la moralità si riduce a un mero culto superstizioso.

18. Il giovinetto sia, inoltre, educato all’amore non solo della famiglia, degli amici e della patria, ma degli uomini tutti, prescindendo da ogni interesse proprio e da ogni disuguaglianza sociale, dacché il bene sia amabile per sé stesso e gli uomini siano tutti eguali per natura.

19. Il giovane, stimando sé giusta il proprio valore intrinseco e non secondo il giudizio e il valore degli altri, dia poca importanza ai beni e piaceri della vita, e si apparecchi a non temere la morte.

Oltre questi punti essenziali, nella Pedagogia del Kant troverà il lettore osservazioni elevate, giudiziose, pratiche, argute, e quel senso profondamente morale che domina tutta la Filosofìa pratica dell’insigne pensatore tedesco.

Riferimenti bibliografici

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