Manuale della geografia fisica

Nota storica

Manuale della geografia fisica / di Emanuele Kant. - Milano : Silvestri, 1843. - XV, 266 p. ; 17 cm. - (Biblioteca scelta di opere tedesche tradotte in lingua italiana ; 24). - Sul front.: opera compresa in sei grossi volumi in ottavo..  

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Panorama

Nella prefazione al primo volume della Geografia fisica Eckerlin aveva anticipato l'intenzione di corredare l'opera con mappe geografiche e, soprattutto, un indice generale, particolarmente utile per questo genere di lavori. Di tale indice non vi è traccia nell'edizione del testo risalente alla prima decade del secolo. Ed è appunto questa circostanza a rendere più interessante il Manuale di geografia fisica, il quale appare in un momento storico diverso e in un contesto in cui molto si era pubblicato intorno alla geografia, anche sotto la spinta degli studiosi tedeschi e, in parte, dello stesso Kant, come, per fare qualche esempio, la Storia fisica della terra compilata sulle traccie della Geografia fisica di Kant e sulle più recenti scoperte, ed ultime transazioni politiche d'Europa dall'abate Lorenzo Nesi (Milano 1816-1817, 2 voll.) e il Corso di geografia universale sviluppato in cento lezioni e diviso in tre grandi parti di Francesco Costantino Marmocchi (Firenze, 1837-1842, 6 voll.). Si aggiunga anche la breve ricognizione offerta da Pietro Lichtenthal nel suo Manuale di geografia fisica (Milano 1829), in cui però non vi è menzione di Kant.

Glossario

Il Manuale di geografia fisica offre sostanzialmente un quadro sinottico dell'opera kantiana organizzato in ordine alfabetico. Conserva quindi la caratteristica da indice generale dell'opera maggiore, ma al tempo stesso risulta un dizionario non sistematico, le cui voci sono ricavate in modo disorganico e senza seguire una linea guida coerente.

Ciononostante, questo glossario, pur separato dall'opera cui si riferisce, anzi, proprio per questo, impone al compilatore lo spoglio complessivo dei sei volumi della Geografia fisica ricavando in tal modo dal testo stesso le definizioni e le descrizioni dei contenuti di volta in volta presi in esame.

Vale forse la pena sottolineare che l'edizione Vollmer non riporta un indice generale, ragione in più per apprezzare, pur nei suoi limiti, il Manuale di geografia fisica e plausibile motivo per la mancata sua inclusione nella traduzione della Geografia fisica.

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