Logica

Nota storica

Logica / di Emmanuele Kant ; recata dall'originale tedesco in italiano dal prof. Alfonso Maria De Carlo. - Salerno : Stabilimento tip. Migliaccio, 1874. - 275 p. ; 19 cm. 

Apprendere direttamente da Kant

Con l'ausilio di studiosi ed editori tedeschi (Rosenkranz, Hartenstein, Trendelenburg), il curatore e traduttore della Logica (Alfonso Maria De Carlo) fissa alcuni aspetti imprescindibili della filosofia critica: l'essere alla testa di un movimento di idee dirompente (la filosofia classica tedesca); l'avere introdotto un nuovo linguaggio; l'imporsi come fenomeno intellettuale che va inteso e compreso, quali che siano i giudizi che se ne possano trarre.

 Sulla scorta di queste premesse si pone la questione

non sarebbe egli molto giovevole ai nuovi nella scienza filosofica apprendere in certa maniera un tal linguaggio col suo significato in un'opera dello stesso autore, e insiemamente iniziarsi così alla conoscenza di quel movimento filosofico, cotanto importante, sotto quale che siasi rispetto lo si riguardi, e agevolarne ancora il perfetto intendimento. Mi parve di sì (p. 13).

L'ostilità italiana

Il problema immediatamente successivo, dice De Carlo, è far accettare le idee di Kant in un clima culturale fortemente contrario all'apriorismo e, soprattutto, al fenomenismo kantiani. L'argomento cui ricorre per rimediare a tale situazione, fa emergere un De Carlo che fa leva su una capacità storiografica eclettica da parte degli studiosi. 

I kantiani, egli dice, non potranno che essere entusiasti; gli hegeliani avranno modo di mettere in luce i primordi della scuola; gli stessi «filosofi delle scuole italiane» (facenti capo a Galluppi, Rosmini, Gioberti, Mamiani, Tommaso d'Aquino) troveranno modo di approfondire «certe dottrine gravemente scosse dal filosofo di Köningsberga» (p. 14).

L'originalità di De Carlo

A prescindere dal giudizio di valore che si può dare della traduzione di De Carlo, essa merita senz'altro un'attenta considerazione, in quanto è la prima a tenere traccia dell'originale tedesco, di cui riporta in nota i termini propri di Kant. In questo modo mantiene anche fede al suo intento di promuovere una comprensione più approfondita del lessico della filosofia critica.