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Una figura sferica non può avere né lunghezza né larghezza; e ciò non ostante ogni qualvolta indichiamo la situazione di un luogo sulla terra, parlasi sempre della larghezza e della lunghezza della medesima. Ciò deriva dall’idea che gli antichi ebbero delle zone, e dalla loro ignoranza riguardo alla superficie della terra. Considerando rigorosamente, altro non conobbero della terra che le coste del mare mediterraneo, la di cui superficie estendesi maggiormente dall’ovest all’est, ed una parte dell’Asia orientale. Essi credettero seriamente, che la zona temperata settentrionale della terra fosse l’intera pianura abitata; e, come si suole farlo nelle pianure, nominarono la minima estensione, cioè quella dal nord al sud, latitudine; e la maggiore, cioè quella dall’ovest all’est, longitudine. Questi nomi abbiamo conservati, benché per ambedue ve ne siano de’ più adattati, cioè sostituendo a latitudine l’altezza del polo, ed a longitudine la differenza del tempo. Ambedue le denominazioni sono le stesse, poiché sotto latitudine altro non intendiamo che la distanza dall’equatore verso il polo, e quindi parliamo egualmente della latitudine meridionale e della settentrionale: e per la longitudine intendiamo la distanza di un luogo dall’altro verso l’est o verso l’ovest.
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Per poter indicare ambedue nella maniera più facile, s’immagina ancora una quantità di linee tirate intorno alla terra:
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1. Circoli che corrono paralelli all’equatore, ed in conseguenza concentrati intorno ai poli, e che perciò portano anco il nome di paralelli; per ciascun luogo della terra possiamo immaginare che ne sia tirato uno simile. Una quantità di essi è tirata effettivamente sulle carte geografiche in precise distanze da 15 in 15 o da 30 in 30 miglie geografiche, ovvero in distanze ancora diverse. I circoli, particolarmente notabili fra essi, gli abbiamo accennati qui sopra, cioè, i tropici ed i polari. Questi ci faranno vedere apertamente, che tutti i paralelli più che si avvicinano al polo, più diminuiscono; essi paralelli sono molto adattati per osservare, con il loro mezzo, quanto distante è un luogo dall’equatore verso l’uno o l’altro polo; quanto alto verso il nord, e quanto profondo verso il sud. Sapendo questo, n’è risultato un mezzo per trovare un dato luogo sulla carta geografica, o sulla terra, giacché conosciamo una linea circolare, sulla quale il dato luogo deve trovarsi: ma non sapendo quanto lontano verso l’est questo luogo è situato, devo intieramente seguire tal linea per trovarlo. Per poter dunque indicare questa posizione orientale o occidentale, ho bisogno di altri circoli.
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2. Dividiamo l’equatore, come qualunque altro circolo in 360 gradi. Tirando dunque un circolo per ciascun grado, e per ambidue i poli intorno alla terra, questi circoli non correranno paralelli tra loro come primi, ma convergenti; e dividendo egualmente tutti i circoli paralelli in 360 gradi, sempre però minori, s’intersecheranno finalmente ne’ poli.
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Cominciando, per esempio, due di detti circoli sull’equatore ad essere tra loro nella distanza di un grado, cioè 15 miglia geografiche l’uno dall’altro, saranno distanti su i tropici solamente 13 8/10 e sotto i circoli polari, 6 1/10 di miglio. Basta sapere la loro distanza gradatamente, per servirsene con vantaggio, non solamente per indicare la posizione orientale od occidentale di qualunque luogo, mentre per mezzo di essi riesce facile di trovare sempre il luogo ove tagliano il circolo paralello; ma benanche serviranno a calcolare la distanza fra due luoghi, o lo spazio posto fra essi. La parte che essi tagliano da ciascun circolo paralello chiamasi grado di longitudine. La tavola seguente insegna la diminuzione successiva di tali gradi.
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TAVOLA
della diminuzione dei gradi
DISTANZA
dall'equatore
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
38
39
40
41
42
43
44
45
46
47
48
49
50
51
52
53
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63
64
65
66
67
68
69
70
71
72
73
74
75
76
77
78
79
80
81
82
83
84
85
86
87
88
89
90
MIGLIA e
MILLESIMI di un miglio
15,000
14,998
14,990
14,979
14,963
14,944
14,918
14,888
14,853
14,815
14,771
14,724
14,672
14,615
14,554
14,488
14,418
14,344
14,265
14,182
14,095
14,003
13,907
13,807
13,703
13,605
13,482
13,365
13,244
13,119
12,990
12,857
12,721
12,580
12,430
12,287
12,135
11,980
11,820
11,657
11,491
11,321
11,147
10,970
10,790
10,607
10,419
10,230
10,037
9,841
9,642
9,440
9,234
9,027
8,817
8,604
8,388
8,169
7,949
7,726
7,506
7,272
7,042
6,810
6,575
6,339
6,101
5,861
5,619
5,375
5,130
4,884
4,635
4,385
4,134
3,882
3,629
3,374
3,119
2,862
2,605
2,346
2,088
1,828
1,568
1,307
1,046
0,785
0,523
0,262
0
Circuito dell'intero circolo
5400
5399
5396
5392
5387
5380
5371
5360
5347
5333
5318
5301
5282
5261
5239
5215
5190
5163
5135
5105
5074
5041
5006
4970
4933
4894
4853
4811
4768
4723
4676
4628
4579
4520
4477
4423
4368
4312
4255
4196
4137
4076
4013
3949
3884
3818
3751
3683
3613
3542
3471
3398
3324
3250
3174
3097
3020
2941
2862
2781
2700
2618
2535
2452
2367
2282
2197
2110
2023
1935
1847
1758
1669
1579
1488
1397
1306
1215
1122
1030
938
845
752
658
564
470
376
282
188
94
il polo
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Ora dobbiamo avere un’idea assai precisa dicendo: tal o tal altro luogo nel sessantesimo grado di latitudine giace 7 gradi più verso l’est che un altro. Potremo trovare la sua distanza dall’equatore e dai poli, ed indicare assai precisamente la distanza fra ambedue i luoghi in miglia. Nel sessantesimo grado di latitudine ciascun grado di longitudine contiene giustamente 7 1/2 miglio: quel luogo dunque che giace sette gradi più verso l’est, è precisamente distante dall’altro 52 1/2 miglia; e quel luogo che giace 10’’, verso l’ovest, ne sarebbe distante 75 miglia.
|8|
I 360 mezzi circoli che intersecano l’equatore, e che finiscono ne’ poli, sogliamo chiamare meridiani.
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Procurandoci in qualunque situazione un immobile minor o maggior piano orizzontale, esposto dappertutto ai raggi del sole, fissandovi nel mezzo uno stile sottile e perpendicolare per osservarvi l’ombra, troveremo che questa, cominciando dalla mattina, sempre più diminuisce, finché il sole è arrivato al punto più alto del cielo, ed indi sempre più si estende finché il sole tramonta intieramente. Notando esattamente l’ombra più breve, e continuando l’osservazione il giorno seguente, troverò che il sole è più alto quando è mezzogiorno; e finché questo piano non vien mosso, cade per tutto l’anno l’ombra di mezzodì sopra questa linea più breve; alla diritta di questa linea ho la regione occidentale, alla sinistra, quella ove monta il sole; la parte opposta all’ombra chiamerò con tutto il diritto mezzogiorno, poiché il sole vi si trova sempre in tempo di mezzogiorno; e la linea stessa chiamerò linea di mezzogiorno. Essa è per ciascun luogo della terra una linea affatto invariabile. Prolungandola senza fine, la conduco fino al polo artico; e continuandola ancora nella medesima direzione alla parte opposta, intersecherà l’equatore sotto angoli eguali, e cadrà sul polo antartico. Tutt’i luoghi ove passa questa linea, per quanto vicini siano al polo o all’equatore o al di là di esso verso il polo antartico, basta che vi monti il sole, hanno nell’istesso momento il mezzogiorno: cosi il meridiano di Koenigsberg passa per la Morea, per Barca, e sopra le montagne di Lapata sulla punta meridionale dell’Africa, come pure per Nordmark, Drontheim e Soerüe; e malgrado la distanza più rimota, questi paesi hanno nell’istesso tempo mezzogiorno. Ma non egualmente accade ciò coi paesi che giacciono verso l’est o l’ovest; questi hanno il mezzogiorno o prima o più tardi, per poco anche che siano distanti l’uno dall’altro. Tanti innumerabili paesi, quanti giacciono sulla terra intorno all’equatore, tanti hanno meridiani; e tutti per secondi, minuti od ore avranno più presto o più tardi di noi il mezzogiorno. A Danzica il mezzo giorno è più tardi che da noi; al contrario, a lnsterburg e Gumbingen, più presto. Di questa differenza del tempo di mezzogiorno potremmo servirci con vantaggio per indicare la grandezza della distanza orientale o occidentale di un paese dal nostro meridiano, o dal luogo ove ci troviamo. Per facilitare questa operazione contiamo i meridiani secondo i gradi dell’equatore, tirando poi fra ciascun grado tanti meridiani quanti il grado contiene minuti, secondi, terzi e quarti.
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Egli è indifferente da qual meridiano io incominci a contare, se dal mio o dal meridiano di un altro paese; basta che sia indicato preciso ed esatto. Si è preso per primo meridiano ora quello di Berlino, ora quello di Greenwich, ed ora quello di Parigi o l’altro dell’isola del Ferro. La maggior parte delle nazioni tirò il primo per alcuna delle isole Canarie, come punto fisso più occidentale dagli antichi conosciuto, cominciando da questo a contare verso l’est. I Francesi propriamente lo tirarono per l’isola del Ferro, i Tedeschi pel Pico di Teneriffa, come punto a ciò destinato dalla natura medesima. Ma siccome la posizione di queste isole non è ancora sufficientemente conosciuta, si suole in oggi prendere per base il meridiano di Parigi. Ponendolo in dietro venti gradi verso l’ovest, questo grado, immaginato venti gradi verso l’ovest, è riconosciuto il primo, senza fare attenzione per quali paesi passi. Basta dunque sapere che il meridiano tirato per l’osservatorio di Parigi è accettato precisamente come venti gradi verso l’est al di qua del primo. Volendo ora sapere la distanza di un meridiano dal primo, possiamo solamente prendere la distanza dal meridiano di Parigi: ed essendo il paese posto verso l’est, aggiungervi 20 gradi; e s’è posto verso l’ovest, dedurne 20 gradi; e oltrepassando la distanza di 20 gradi, dedurla da’ gradi 360 + 2o, ovvero 330. Il meridiano di Berlino, per esempio, cadrebbe 11°, 7’, 15’’ dell’equatore più verso l’est, che quello di Parigi; il meridiano di Berlino dunque avrebbe in generale 31°, 7’, 15’’ di longitudine (perché così chiamiamo la distanza verso l’est), e questa è la longitudine di tutt’ i paesi che cadono sotto il medesimo meridiano. Il meridiano dell’osservatorio di Greenwich vien situato 2°, 19’, verso l’ovest che quello di Parigi; la longitudine di esso è dunque 17°, 41’, 0’’. Il meridiano di Lima nel Perù è situato 70°, 9’, 30’’ più occidentale che quello di Parigi; questo, dedotto da 380°, dà la sua longitudine 309°, 50’, 30’’. Ciò non ostante parlerò giusto e più intelligibile, dicendo: il mio meridiano è posto di tanto più verso l’est o l’ovest, che quello di Parigi.
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Ne’ paesi grandi deve aversi ancora riguardo alla fabbrica ove si comincia a contare la longitudine. Se, per esempio, sotto il 60° di latitudine, dove il circolo parallelo dà solamente 7 1/2 miglio per grado, vi giacesse una città la quale si estendesse quasi un miglio dall’est all’ovest, come Pietroburgo, il sole sulla parte orientale monterebbe 32 secondi più presto che sulla parte occidentale; così il confine orientale avrebbe 2 minuti più di longitudine che l’occidentale.
|12|
I circoli paralelli che ci servono per contarvi le longitudini, siccome sono disuguali e diminuiscono verso il polo, fanno sì, che avvicinandosi ad esso, diminuisce ancora la lunghezza del nostro cammino sullo stesso paralello, affinché il giorno ci nasca un’ora più presto. Sotto l’equatore con 15° abbiamo da fare 15 volte 15 miglia: sotto il 60° di latitudine, solamente la metà della strada; cioè 15 volte 7 1/2 di miglio. La seguente tavola dimostra quanto tempo si guadagna o si perde sui paralelli da 5 in 5 gradi dopo ciascun miglio di cammino: cioè quando il mezzo giorno è più presto o più tardi.
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Grado di latitudine
0
5
15
20
25
30
35
40
45
50
55
60
65
70
75
80
85
Secondi
16
16
17
17
18
19
20
21
23
25
28
32
38
47
62
92
184