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DOTTRINA ELEMENTARE DELLA GEOGRAFIA FISICA

CAPITOLO I - DEL MARE

avanti

Indice

Dedica 

Prefazione

Introduzione

Prenozioni matematiche

Trattato della geografia fisica

Premessa

Capitolo I - Del mare

II

DEL FONDO DEL MARE

|1|

Il fondo del mare è la continuazione della terra asciutta, ed in conseguenza affatto simile a questa. Quivi troviamo la medesima varietà di stagni, di sabbia mobile, di fondi calcari, argillosi e selciosi; là sorgenti; qui laghi paludosi, fango e fracidume, nel quale non s’attacca alcun’ancora; alga, strati di conchiglie, masse di pietre, e varie specie di marmo. Il fondo presso Marsiglia è coperto di bellissimo marmo, e presso le isole Maldive si traggono dal suo fondo le pietre più dure per le fabbriche. In esso troviamo boschi intieri di coralli, antri, caverne, valli e precipizi.

|2|

Le isole non sono altro che le punte delle montagne le quali s’innalzano sulla superficie del mare. Ciascun basso fondo fa supporre esistervi una montagna. Vi sono montagne artificiali di una considerabile circonferenza, cioè banchi di corallo i quali veramente non sono formati dalla natura non organica ma ammassati da ammirabili verminetti: queste montagne stanno verticalmente, simili ad immense muraglie di roccia, ed in piccole distanze dalla sponda circondano spesse volte isole intiere. Taiti, per esempio, è cinta da una tale muraglia: nella vicinanza di Turtle Eiland (isola delle Tartarughe) s’innalza quasi in forma ovale una diga di coralli da una profondità immensurabile sino alla superficie del mare, la quale in molti siti, particolarmente in tempo di riflusso, resta scoperta dalle onde. Questi piccoli vermi, che svaniscono quasi in confronto alla loro opera, si fabbricano queste masse di dighe contro la burrasca e l’ondeggiare del mare, per potersi ricreare tranquillamente dietro esse; e non raramente hanno prodotto e fondato isole nel mare pacifico, le quali ora sono abitate; poiché il mare depone fra queste abitazioni fango, terra ec., e le riempie a poco a poco, finché s’innalzano sopra l’acqua, anzi in vari siti a maggiore altezza del flusso. Qui prendono radice il frutto della palma di cocco ed altre semenze gettatevi dal mare, e così finalmente si rendono abitabili. L’intiero arcipelago delle basse isole degli Amici e molte altre, l’isole della Catena (chain Eiland), Tedhurea ecc., sono di questa origine. Le isole di questa natura sono interamente piane senza colline, ma hanno in mezzo una profondità ripiena d’acqua. Ancora al presente in tempo di flusso passa il mare sopra i siti più bassi dell’isola fino alle dette paludi; ciò non ostante molte di queste isole più grandi sono abitate; altre di quando in quando sono visitate dagli abitanti delle isole vicine, per farvi la caccia degli uccelli e delle tartarughe; altre poi, benché siano  coperte di palme di cocco, e frequentate da una quantità di uccelli, paiono essere affatto inservibili. Siccome i vermi che innalzano queste masse di rocce, vivono solamente sott’acqua; così non possono trovarsi tali innalzamenti artificiali sulla superficie della terra. Appartengono benanche all’acque le montagne d’immense pianure, conosciute sotto il nome di banchi di sabbia. Sulla terra asciutta quasi tutte le prominenze finiscono conicamente; e le pianure che troviamo sulle montagne non possono in alcun modo essere paragonate con queste alte estensioni. Ma egli è facile a comprendere, che questo fenomeno non può nascere che solamente sotto acqua, la quale spiana questa arena accumulata. Se il mare si ritirasse anche al presente, il vento e la pioggia in queste alte pianure ben presto formerebbero de’ solchi, e le dividerebbero in una catena di colline. Tali alte pianure di spaventevole estensione sono la Doeggersbank (banco de’ cani) la quale dall’Jutland s’estende fino all’Inghilterra; un altro banco che corre egualmente da Northfolk a Zeeland, e forma sotto acqua una lingua di terra, la quale se fosse più alta cangerebbe l’Inghilterra in penisola: nell’acque di Francia il così detto Borneur, che si estende ancora considerevolmente; e chi conta i bassi fondi e i banchi del mare delle Indie? Per conoscere meglio queste montagne piatte del mare, accennerò ancora che ordinariamente sopra di esse tutti i pesci del circondario si affollano. L’acqua su di esse è sempre fredda, e la profondità intorno a loro non si misura con nissuno scandaglio.

|3|

I Danesi sogliono chiamarle Haubröen o sia ponti del mare, oppure Storeggen. Lungo la costa della Norvegia, in distanza di 4 miglia, ed in altri siti, di 12 e 14 miglia, esistono tali montagne piatte. Dappertutto intorno ad esse lo scandaglio di 200 a 300 tese non è stato capace di scoprire la profondità che le circonda; i banchi stessi sono coperti solamente di dieci in dodici piedi di acqua, ed in quanto alla pesca sono assai importanti ai Norvegesi, poiché nella grande profondità non si potrebbero prendere i pesci, e le reti non vi potrebbero essere tirate. Questi banchi facilmente sono distinti dall’occhio pratico per mezzo delle onde corte, le quali rapidamente seguono l’una dopo l’altra. Ciò nasce dalla poca profondità; poiché il vento può muovere l’acqua fin al fondo, ove le onde si rompono.

|4|

Cogniti sono i grandi banchi presso Neufoundland (Terranova) il di cui possesso è diventato l’oggetto di straordinari trattati di pace fra gl’Inglesi, Francesi, Olandesi ed Americani, e quelli di S. Pietro, di Sable e di S. Giorgio. Il banco maggiore giace sulla parte sud-est di Terranova, lungo quasi 80 miglia e largo 20, ed è circondato da profondità immensurabile. I bastimenti più grandi vi passano sopra, poiché il mare ha su di esso ancora una profondità di 40 braccia. I merluzzi si affollano quivi in sì grande quantità, che annualmente, per la pesca e per salare i pesci, sono occupati più di 350 bastimenti, e 2000 barche, le quali unite portano 20560 uomini. Il freddo(1) in tali banchi è forse eccessivo, perché l’acqua proveniente dall’immensa profondità, ove non trapassa raggio di sole, si rotola sopra di essi come sopra un piano inclinato. Finalmente è facile ad intendere che montagne di sabbia innalzate dall’acqua non possono essere rapide, ma che inclinano a poco a poco: forse il piede più rimoto di queste alte pianure cade in mezzo al mare fra l’Inghilterra e la Groenlandia.

(1) Il freddo è qui tanto considerabile, che i marinai, anche mentre che lavorano, debbono coprirsi di un vestiario più pesante, il quale a tal fine portano con sé da Terranova. 

|5|

Vi sono altri banchi di sabbia che s’innalzano fino alla superficie, i quali però in tempo di riflusso sono ancora coperti di acqua. Questi, siccome il bastimento facilmente vi si arresta, minacciano grandi pericoli. Di tal natura sono le Sirti presso Tripoli. Le colline di sabbia innalzate dal mare in poca distanza della costa le chiamiamo dune. Di queste se n’estendono considerabilmente lungo le coste di Kent, e particolarmente dell’Olanda e delle Fiandre, sulla costa occidentale della Francia, e su quelle della Spagna. Queste dune sono assai importanti agli Olandesi, poiché rimpiazzano le loro dighe costose. In tal guisa l’acqua, la quale pare richiedere continuamente il suo antico territorio d’Olanda, ha tirato i confini da sé stessa, e propriamente con quella forza che la rende sì terribile: dietro di esse stanno tranquilli i bastimenti ancorati. Nella Bretagna, ove s’ingrandiscono quasi troppo verso la costa, mediante il vento marino, coprono colla loro sabbia fruttiferi campi; ma ora si cerca di por fine a questo danno per mezzo di piantagioni.

|6|

Gli scogli di mare sono rocce, delle quali piene sono le coste occidentali della Norvegia. Milioni di essi colle loro punte s’innalzano, più o meno considerabilmente, sulla superficie dell’acqua, ed hanno l’aspetto di pilastri e d’obelischi posti ad arte. La Norvegia con tutta ragione li considera come una muraglia o riparo contro gli attacchi de’ nemici dalla parte di mare, poiché quelli che non sono pratici della loro situazione, difficilmente vi si avvicinano senza correre pericolo di naufragare. Sulle coste della Svezia questi scogli chiamansi schereen (gruppo di banchi), fra i quali sono particolarmente notabili quelli davanti Stockolm.

|7|

Gli scogli a fior d’acqua sono quelli che continuamente restano coperti dall’acquai marina; essi sono i più pericolosi pei navigatori, e perciò indicati con precisione sulle carte idrografiche.

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