I. Della differenza tra la ragione pura e l'empirica
II. Del possedersi per noi certe cognizioni anteriori ad ogni senso ed esperienza e del non andar mai digiuno di queste neppure il volgare intendimento
III. Del bisogno che ha la filosofia di una scienza che stabilisca la possibilità, i principi ed il complesso di tutte le nozioni preconcepute
IV. Della differenza tra i giudizi analitici ed i sintetici
V. Dei giudizi sintetici a priori, come inerenti a tutte le scienze teoretiche della ragione
VI. Problema universale della ragione pura
VII. Idea e divisione di una scienza particolare, sotto nome di Critica della ragione pura
Sezione seconda
Deduzione trascendentale dei concettu intellettuali puri
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Essa consiste nella sposizione dei concetti intellettuali puri (e, con essi, di ogni sapere teoretico a priori), come principi della possibilità della sperienza; di questa però come determinazione dei fenomeni nello spazio e nel tempo; e di questa, per ultimo, dal principio dell’unità sintetica primitiva (originaria) d’appercezione, qual forma dell’intelletto, risguardo allo spazio ed al tempo, come forme originarie della sensibilità.
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Solo fin qui ho reputato necessaria la divisione per paragrafi (numerizzati), avendo che fare con concetti elementari. Ora, che imprendo a dimostrarne l’impiego il ragionamento progredirà con non mai interrotta coerenza, e senza i detti paragrafi.
Fine del Tomo Secondo