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§ 3
Concetto empirico e concetto puro 

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Indice

[Dedica]

Prefazione del traduttore

Introduzione

I. Dottrina generale elementare

Sezione prima - Dei concetti

Sezione seconda - Dei giudizi

Sezione terza - Dei raziocini

II. Metodologia generale

|1|

Il concetto è empirico, o puro (vel empiricus vel intellectualis). – Concetto puro è quello che non è cavato dall’esperienza, e ancora quanto al contenuto proviene dall’intelletto. 

|2|

L’idea è un concetto razionale(1), il cui oggetto non si può affatto ritrovare nell’esperienza. 

(1) Vernunftbegriff.

|3|

Oss. 1. Il concetto empirico deriva dai sensi mediante la comparazione degli oggetti della esperienza, e non riceve per via dell’intelletto che la forma della universalità. – La realtà di questi concetti giace nella reale esperienza, onde sono ricavati secondo il loro contenuto. Se poi si diano concetti intellettuali puri (conceptus puri) che, come tali, indipendentemente da ogni esperienza derivino assolutamente dall’intelletto, è cosa da doversi cercare dalla metafisica(a). 

(a) L’A. facendosi a tale ricerca metafisica, scioglie affermativamente la quistione, essendovi, a suo avviso, nell’intelletto umano non pochi di simili concetti, dei quali nota dodici primitivi, che, ad imitazione di Aristotele, appella categorie, ricavandoli dalla funzione propria dell’intelletto, che è il giudicare, secondo i quattro momenti principali della conoscenza: quantità, qualità, relazione e modalità. 

È pregio dell’opera riportarne qui la tavola. 

1

Quantità
unità
pluralità
totalità 

2
Qualità
realtà
negazione
limitazione

3
Relazione
d’inerenza e sussistenza
(substantia et accidens)
di causalità e dipendenza
(causa ed affetto)
di comunanza (azione reciproca tra l’agente e il pazienta)

4
Modalità
possibilità – impossibilità
esistenza – non-esistenza
necessità – contingenza

Vedi «Kritik der reinen Vernunft», S. 100.
Ediz. di Hartenstein

Trad.

|4|

2. I concetti razionali o le idee non possono affatto condurre ad oggetti reali, perciocché questi tutti debbono essere contenuti in una esperienza possibile. Ma servono non per tanto a guidare l’intelletto, mediante la ragione, in riguardo all’esperienza e all’uso più perfetto possibile delle sue regole, o a dimostrare che non tutte le cose possibili sono oggetti della esperienza, e che i principii della possibilità di questa non valgono per le cose in sé stesse, anzi né pure per gli oggetti dell’esperienza, come cose in sé stesse. 

|5|

L’idea contiene l’archetipo(1) dell’uso dello intendimento; p. e. l’idea dell’universo(2), che deve essere necessaria, non come principio costitutivo per l’uso empirico dell’intelletto, ma solamente come principio regolatore pel nesso(3) universale dell’uso empirico del nostro intelletto. Ella è perciò da riguardare come un concetto fondamentale necessario, per completare obbiettivamente le operazioni intellettive della subordinazione, o per considerarle come illimitate. Ancora, l’idea non si consegue per composizione; perocché il tutto è qui prima della parte. Intanto ei ci ha pure idee in cui ha luogo un’approssimazione(4). Tale è il caso delle idee matematiche o delle idee della generazione matematica di un tutto, che si distinguono essenzialmente dalle idee dinamiche, le quali a tutti i concetti concreti sono affatto eterogenee, perché l’intero, non per la grandezza (come nei concetti matematici) ma per la specie, è diverso dai concetti concreti. 

(1) Urbild.

(2) Weltganz.

(3) Zusammenhang.

(4) Annährung.

|6|

Di nessuna idea teoretica si può dare e dimostrare la realtà obbiettiva, eccetto dell’idea di libertà; e ciò, perché questa è la condizione della legge morale, la cui realtà è un assioma. La realtà dell’idea di Dio si può dimostrare solamente per mezzo di quella, e però solamente a fine pratico, cioè di operare in modo come se Dio ci fosse; e però solamente a questo fine(a). 

(a) In questo luogo come in qualche altro, l’A. afferma cose, che a voler giudicare convenientemente, occorrerebbe ben lunga disamina; specialmente ove si consideri tutto quel che viene esponendo nella sua opera più volte citata, Kritik der reinen Vernunft, Critica della ragion pura. Noi, stimando inopportuno pel nostro scopo entrare in discussioni critiche, ce ne asteniamo, come abbiamo fatto in altri luoghi. 

Trad.

|7|

In tutte le scienze, in quelle principalmente razionali, è l’idea della scienza il loro disegno e contorno generale; e però la sfera di tutte le conoscenze che ne fan parte. Una tale idea del tutto, la prima cosa, a cui si ha da badare in una scienza e si ha da ricercare, è architettonica(b); come p. e. la idea della scienza giuridica. 

(b) In conformità di ciò, K. dice altrove che la ragione umana, facoltà dell’idea , è di sua natura architettonica, cioè considera le conoscenze come appartenenti ad un sistema possibile: Die menschliche Vernunft ist ihrer Natur nach architektonisch, d. i. sie betrachtet alle Erkenntnisse als gehörig zu einem möglichen System....... 

Kritik d. reinen Vernunft. S. 337. Ediz. Hartenstein.

 Trad. 

|8|

L’idea dell’umanità, l’idea di una repubblica perfetta, di una vita felice, ed altrettali, manca alla maggior parte degli uomini. Molti di costoro non hanno idea di ciò che vogliono; quindi procedono secondo l’istinto e l’autorità. 

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