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Gli è come destino dell’umana ragione, in certo genere di cognizioni, perch’ella si affatichi, anzi che possa rifiutarsi, a quistioni che le vengono mosse d’ora in ora, per genio naturale alla ragione medesima; quantunque non atta essa risolverle in quanto le sembrano trascendere la sfera di sue capacità. Non è pertanto sua colpa s’ella cade in simili difficoltà; come quelle che nascono da leggi e massime, l’uso delle quali non può evitarsi nella sperienza della vita, e tanto meno quanto più viene giustificato in conseguenza quell’uso. Bensì che alto sollevasi la ragione con que’ principi ed, essendo a ciò presta di sua natura, sale quindi a qualità più remote. Ma, sentendo ella dovere in tal guisa imperfette rimanersi mai sempre le proprie fatiche, né mai farsi alcun termine alle quistioni, trovasi obbligata ricorrere a’ dogmi, i quali oltrepassano per quanto è possibile ogni uso di sperienza, e sembrano sì giusti nel tempo stesso, perché si accordi con esso loro il comune consentimento. Dal che ne viene che, precipitandosi essa medesima in oscurità e contraddizioni, ben quinci s’avvede la ragione come debbano in qualche parte nascondersi non che fondarsi gli errori. Ma non può essa per ciò rivelarli; ché, oltre i confini d’ogni sperienza passando i principi dei quali si giova, questi non più soggiacciono ai di lei criteri e né più tampoco li riconoscono. E dicesi metafisica il campo di queste infinite contese.
Ea est singularis fors humanae rationis in quodam genere cognitionum, ut quaestionibus defatigetur, quas non possit recusare, quoniam universae sunt ei per ipsam rationis naturam propositae, ad quas vero ea non potest respondere, eo quod omnem rationis humanae facultatem videntur superare. Neque per suam ipsius culpam in eam difficultatem incidit. Orditur a decretis, quorum usus in cursu experientiae non potest evitari, idemque satis est per eam probatus. Hisce illa adscendit altius (sic enim ipsius natura fert), ad conditiones remotiores. Cum vero sentiat, hoc modo laborem semper manere imperfectum
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Se lo studio per cui perfezionare le cognizioni, che sono retaggio della ragione, sia o no atto a battere un sentiero sicuro e scientifico, lo si potrà quanto prima dall’evento giudicare. Perciocché, fino a tanto che tale studio veggiamo arenato e in forse, appena giunti, dappoi gran preparativi e apparecchi, al proposto fine; così ogniqualvolta non è possibile mettere all’unissono i diversi collaboratori, che pur tentano colpire alla stessa maniera nel comun segno, teniamo per fermo che il detto studio, ben lungi dal calcare il cammino sicuro della scienza, non fa che andare qua e là tentoni e palpando. Ed è già un merito, presso la ragione, l’adoperarsi a per quanto è possibile aprire siffatta strada; e fosse anche a costo di quindi rinunziare a quanto di vano era già nello scopo, senza la dovuta riflessione prefisso.
Ob die Bearbeitung der Erkentnisse, die zum Vernunftgeschäfte gehören, den sicheren Gang einer Wissenschaft gehe oder nicht, das läßt sich bald aus dem Erfolg beurtheilen. Wenn sie nach viel gegemachten Anstakten und Zurüstungen, so bald es zum Zweck kommt, in Stecken geräth, oder um diesen zu erreichen, öfters wieder zurück gehen und einem andern Weg einschlagen muß; imgleichen wenn es nicht möglich ist, die verschiedenen Mitarbeiter in der Art, wie die gemeischaftliche Absicht erfolgt werden soll, einhellig xu machen: so kann man immer überzeugt seyn, daß ein solches Studium bey weitem noch nicht den sicheren Gang einer Wissenschaft eingeschlagen, sondern ein bloßes Herumtappen sey, und es ist schon ein Verdienst um die Vernunft, diesen Weg wo möglich ausfindig zu machen, sollte auch manches als vergeblich aufgegeben werden müssen, was in dem ohne Ueberlegung vorher genommen Zwecke enthalten war.