EPICEDI DEL KANT

[CHRISTIANI]

VI

Nel millesettecentottanta, l’autore futuro de’ Fondamenti metafisici primordiali del Dritto (che dovevano veder la luce, diciassett’anni dopo, nel novantasette) scrisse otto alessandrini, in memoria di Carlandrea Christiani, morto il ventun giugno.

Nicht was Tribonian, noch was das Landrecht spricht,

Nein, das Gesetz in uns, von Menschenrecht und Pflicht,

Das die Natur uns lehrt, hat Völker sonst erhalten,

Und Richtern war’s genug, nur dieses zu verwalten.

Dies ewige Gesetz trug Christiani vor.

Selbst lebt’ er ihm getreu, bis er den Hauch verlor.

Ietzt wohnt er da, wohin sich Themis aufgeschwungen,

Seitdem ein künstlich Recht sie aus der Welt verdrungen.

VII

Versi, che tenterò tradurre, in altrettanti endecasillabi sdruccioli Italiani. Mi permetto, di apocopare il cognome Christiani e di farne Christian, dissillabo, consonantizzando la seconda i, come, pure, si fa, normalmente, nello aggettivo cristiano.

Non il romano gius, non il germànico,

Ma legge interna, che Natura insègnaci,

D’un dritto umano e d’un dover, già, i pòpoli

Resse; e bastò, sola, per norma, a’ giùdici.

Questa eterna il Christian legge esponèvaci:

Fido ei le fu, sino allo estremo anèlito.

Ora, ei soggiorna, ov’ha Temi ricòvero,

Poi ch’artefatto un gius, dal mondo, espùlsela.

Di questo Carlandrea Christiani, regiomontano, parla l’Arnoldt, nella sua Istoria dell’università regiomontana (II. 425). Nacque il ventinove novembre millesettecentosette. Dal millesettecentrentacinque, fu professore di filosofia pratica. Scrisse:

Diss. phil. sistens regulas, quas homo stando ac eundo observat. 1735.

Diss. phil. inauguralis de Pugna adpetitus et aversationis rationalis cum aversatione et adpetitu sensitivo. 1735.

Diss. phil. demostrans veram religionem firmissimum civitatis conservandae vinculum esse. 1745.

Diss. phil. inaug. disquirens num paroemia juris: Emtor expellit Conductorem, Kauf gehet vor Miethe, sit iuris naturalis. 1749.

Trascriverò, qui, un brano di una lettera del professor Teodoro Schirmer, dello studio regiomontano, al professor Ottone Mejer,

VIII

in Gottinga, gentilmente, comunicatami. Parafraso.

Carlandrea Christiani fu, qui, professor di filosofia pratica; quindi, collega speciale del Kant. Desumo le notizie, dall’archivio del senato accademico, ove si conservano gli elenchi manoscritti de’ corsi della facoltà filosofica, sebben monchi, dal millesettecensessantrè, come pare: ed, allora, il Christiani era, già, fra gli anziani. In biblioteca, vi hanno da esser i cataloghi a stampa di quel tempo e gli anteriori: ma, oggi, non ho potuto recarmici. Il Christiani dettò lezioni d’Etica, Logica, Psicologia, Istoria letteraria erudita, Dritto naturale, Dritto delle genti, Matematica pura, Fisica sperimentale e teoretica, Ottica, Meccanica, Idraulica e, persino, Architettura militare e civile... e non corbello! Del resto, sul serio, debbo dire, in sua lode, che egli, per quanto apparisce dagli atti, non gli toccò nessuna di quelle ramanzine, che i superiori impartivano, in quel tempo, a molti suoi colleghi, per la poca assiduità, nello insegnamento. Una necrologia del Christiani, scritta da Giorgio-Cristoforo Pisanski, si custodisce, in biblioteca. Ma, poiché si ritiene esemplare unico, ci vuole un permesso speciale, per vederla; ed, oggi, non ho potuto.