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La materia de’ giudizi ipotetici consta de’ due giudizi, che sono fra loro collegati come principio e conseguenza. L’uno di questi giudizi, che contiene la ragione, è l’antecedente (antecedens, prius); l’altro, che da quello procede come conseguenza, è il conseguente (consequens, posterius); e la rappresentazione di questa maniera di connessione de’ due giudizi tra loro nell’unità di coscienza si appella conseguenza, la quale costituisce la forma de’ giudizi ipotetici.
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Oss. 4. Adunque ciò che è la copula per i giudizi categorici è la conseguenza per gl’ipotetici, cioè la loro forma.
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2. Alcuni credono sia facile convertire una proposizione ipotetica in categorica. Ma ciò non va, perché, quanto alla loro natura, l’una differisce interamente dall’altra. Nei giudizi categorici non ci è niente di problematico, ma tutto è assertorio; negl’ipotetici, al contrario, non ci è che la conseguenza assertoria. Negli ultimi posso io connettere fra loro due giudizi falsi; perciocché in essi non si tratta che della legittimità del nesso, forma della conseguenza; nella quale si fonda la verità di questi giudizi. Ci ha essenziale differenza tra le due proposizioni: tutti i corpi sono divisibili, e se i corpi sono composti, sono divisibili. Nella prima proposizione io affermo la cosa in modo diretto, nella seconda solo sotto una condizione espressa problematicamente.