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In riguardo ai raziocinii dell’intelletto per mezzo della conversione ci ha le seguenti regole.
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1. I giudizi universali affermativi non si possono convertire che per accidens; perciocché il predicato in tali giudizi è un concetto più largo, e però non è contenuto che in parte in quello del soggetto.
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2. Ma tutti i giudizi universali negativi si possono convertire semplicemente (simpliciter), perché in essi il soggetto è tratto fuori la sfera del predicato.
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3. Allo stesso modo si possono, in fine, tutte le proposizioni particolari affermative convertire semplicemente (simpliciter); perché in questi giudizi una parte della sfera del soggetto è stata subordinata al predicato, e però si può ancora una parte della sfera del predicato subordinare al soggetto.
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Oss. 1. Nei giudizi universali affermativi, il soggetto è considerato come un contentum del predicato, essendo contenuto sotto la sua sfera. Perciò non posso ragionare che a questo modo: tutti gli uomini sono mortali; dunque alcuni di quelli, che son contenuti sotto il concetto di mortale, sono uomini. Ma che i giudizi universali negativi si possono convertire simpliciter, la cagione n’è questa, che due concetti universali contradittori fra loro si contradicono in eguale estensione.
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2. Parecchi giudizi universali affermativi si possono, a dir vero, convertire ancora simpliciter. Ma la ragione di ciò non istà nella loro forma, ma nella proprietà particolare della loro materia; come p. e. i due giudizi: tutto ciò che è immutabile è necessario, e tutto ciò che è necessario è immutabile.