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Raziocinio razionale formale è quello che non solo contiene tutti i requisiti secondo la materia, ma ancora rispetto alla forma è regolarmente e perfettamente espresso. A’ raziocinii così fatti sono opposti i cryptica; ai quali si possono annoverare tutti quelli in cui l’ordine delle premesse è invertito, o una delle premesse tralasciata, o in fine il termine medio è congiunto solamente con la conchiusione. Un raziocinio razionale criptico (crypticum) della seconda maniera, in cui una delle premesse non si esprime, si appella raziocinio monco, o entimema(a). Quelli della terza specie si appellano raziocinii contratti.
(a) Il Trendelenburg per giustissime ragioni si allontana da questa maniera di pensare, generalmente accolta, intorno all’entimema. Egli fa notare anzi tutto come sì fatta specie di ragionare derivi da ciò che la nostra mente prende, talvolta, occasione da cose probabili, da verosimili, o da segni, e forma proposizioni universali. Enthymema, ei dice, ex verisimilibus vel signis. Se non che quelle proposizioni non hanno, assoluta universalità, cioè non son tali da non patire eccezione di sorta; di qui l’imperfezione di tal modo di ragionare. Né altro è costantemente presso Aristotele il significato di entimema: Haec prima enthymematis vis eaque apud Aristotelem sibi constans. E avvalora la sua sentenza con l’autorità di Quintiliano. L’entimema si appellò ancora sillogismo rettorico, o sillogismo imperfetto. Di qui è avvenuto che, guardandosi più alla forma esteriore che al valore suo proprio siasi detto «sillogismo in cui è tralasciata una delle premesse», facendo falsamente derivare entimema da ciò, che si ritenga una delle premesse nell’animo ἐν δυμῷ: derivazione lontana, come egli ben nota, sì dall’origine greca della parola entimema e sì dall’uso fattone da Aristotele: Enthymematis nomen si qui inde ducunt, quod propositio vel assumtio, ἐν δυμῷ, animo retineatur: quum ab origine Graeca tum ab Aristotelis usu discedunt. In vece è a dirsi entimema, giusta il Facciolati per questo che sia un certo pensiero ovvero una considerazione della nostra mente che ricerca in qualche cosa ciò che è conveniente e acconcio a persuadere: esse enim ἐνδυμεῐσται, versare animo, cogitare, commentari. E secondo Quintiliano ancora: Enthymema (quod nos commentum sane aut commentationem interpretemur, quia aliter non possumus Graeco melius usuri) unum intellectum habet, quo omnia mente concepta significat; eccetera.
Vedi: Elementa Logices Aristoteleae. Pag. 116.
Se non che ci è de’ nostri alcuni che han mantenuta cotesta tradizione filosofica, l’antico ed originario significato dell’entimema. Per fermo, Genovesi, filosofo del salernitano, scrive: Enthymema est forma argumentandi, quae progreditur a signis ad res significatas; ut Mulier lac habet; ergo peperit. Expalluit; ergo timet. Tussit, ergo laborat pectore. Calet; ergo febricitat. Dopo ciò passa a dire l’uso che se ne fa dai recenti.
Vedi «Istitutiones Logicae». Lib. V. §. 6°
Trad.