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Gli atti logici, onde i concetti sono prodotti, quanto alla loro forma, sono:
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1. la comparazione, cioè il paragone(1) delle rappresentazioni tra loro in relazione all’unità di coscienza;
(1) Vergleichung.
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2. la riflessione, cioè la considerazione(1), come diverse rappresentazioni possano essere concepite in una sola coscienza; e in fine,
(1) Überlegung.
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3. l’astrazione, o la separazione(1) di tutto il rimanente, in cui le rappresentazioni date si distinguono.
(1) Absonderung.
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Oss. 1. Per formare adunque da rappresentazioni concetti, è uopo poter comparare, riflettere e astrarre; perciocché queste tre operazioni logiche dell’intelletto sono le condizioni essenziali e generali alla genesi di un concetto qualunque. Io vedo p. e. un pino, un salice e un tiglio. Paragonando, anzi tutto, questi oggetti tra loro, osservo che sono differenti rispetto al fusto, ai rami, alle fronde e cose simili; riflettendo poi solamente a ciò che hanno di comune fra loro, il fusto, i rami, le fronde, e facendo astrazione dalla loro grandezza, figura, eccetera, ottengo un concetto dell’albero.
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2. Nella logica non si usa sempre rettamente la espressione astrarre. Non si deve dire: astrarre qualche cosa (abstrahere aliquid); ma astrarre da qualche cosa (abstrahere ab aliquo). Se p. e. nel panno scarlatto io non penso che al color rosso, io fo astrazione dal panno; se io fo astrazione anche da questo e pensomi lo scarlatto come un oggetto materiale qualunque, io astraggo ancora da maggiori determinazioni, e il mio concetto diviene perciò ancora più astratto. Perciocché, quanto più differenze delle cose sono lasciate fuori del concetto, ovvero da quanto più determinazioni in esso si fa astrazione, tanto più astratto è il concetto. Perciò i concetti astratti si dovrebbero appellare propriamente astrattivi (conceptus abstrahentes), cioè tali, in cui accadono più astrazioni. Così p. e. il concetto di corpo non è propriamente un concetto astratto; perciocché dal corpo istesso io non posso certamente astrarre, altrimenti non avrò il concetto di esso. Ma ben mi è uopo astrarre dalla grandezza, dal colore, dalla durezza o fluidità; in breve, da tutte le speciali determinazioni dei corpi particolari. Il concetto più astratto è quello che non ha niente di comune con altri. Tal è il concetto di cosa; perciocché il diverso da esso è il nulla, e però non ha niente di comune con cosa.
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3. L’astrazione non è che la condizione negativa, sotto la quale si possono produrre rappresentazioni di valore generale; la positiva è la comparazione e la riflessione. Perciocché per mezzo dello astrarre non si ha alcun concetto; l’astrazione lo compie solamente e lo rinchiude nei suoi limiti determinati.