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V

VACCA MARINA (p. 254)

grossa quanto un bue e fiera da far guerra ai cacciatori, II, 54, 55. 

VAIOLO (pp. 255-256)

malattia ignota ai Greci ed ai |256| Romani, portata in Italia dai soldati di Giustiniano mandati contro gli Arabi, V, 312. 

Storia della sua propagazione e della mortalità che ha prodotto, 313, 314, 315. 

L'innesto anticamente conosciuto nell'Armenia, nella Circassia, nella Cina, e praticato con buon successo sino alla scoperta di Jenner, V, 316, 317, 318.  

VALANGHE D’ESTATE (p. 254)

neve che si spacca cadendo sopra rocce, e come bianca polvere si sparge a considerabili distanze. Esse sono molto più pericolose delle altre Vala[n]ghe per la grande rapidità onde non possono evitarsi, IV, 56, 57. 

VALANGHE DI FONDO (p. 255)

esterminate masse di neve vecchia e compressa, che staccansi violentemente dai banchi di neve o dalla cima delle ghiacciaie, e spezzano rocce e seppelliscono e fracassano interi villaggi, IV, 55. 

VALANGHE DI VENTO (p. 255)

rotoli di neve che enormemente ingrossano discendendo da altissimi monti 54. 

VALLACHIA (p. 255)

provincia europea, ove si fa molto mèle, e nutronsi greggi innumerevoli di porci, III, 157, 159, 161. 

VALLI (p. 255)

bacini che dividono un monte dall'altro, IV, 101, 102. 

Che aria vi domini, e sua influenza sopra il gozzo e la salute dagli abitanti, 73, 74, 75, 76. 

VAN-DIEMEN (p. 255)

isola non divisa dalla Nuova Olanda, ove la temperatura è più dolce che non si crederebbe, per cui i limoni, i portogalli e gli altri frutti europei riescono eccellentemente. La siccità della state e le burrasche d'inverno rovinano per altro ogni cosa, 508, 510. 

VAMPIRI (p. 255)

Nottole che in America svenano il bestiame, III, 44. 

VAMPIRI (p. 255)

Nottole che in America svenano il bestiame, III, 44. 

VASCO DE GAMA (p. 255)

il primo a navigare intorno al Capo di Buona Speranza, II, 281. 

VENTO (pp. 256-257)

corrente di una parte dell'aria più accelerata di un'altra, e diametrale opposizione tra la corrente superiore e l'inferiore, VI, 4, 5, 19. 

Larghezza delle correnti, e trentadue direzioni in esse rimarcate, 6, 7, 8. 

Cagione de' venti si è la rarefazione dell'aria prodotta dai vapori, dal sole, dall'elettricità, ecc., 10, 12. 

Come le cannonate indeboliscono o arrestano i venti, 13, 125, 126. 

Altre cagioni de' venti sono una rapida dissoluzione dell'acqua nell'aria, la caduta delle Valanghe, l'accensione e la putrefazione dei corpi, l'irregolare comunicazione dell'elettricità, 16, 17, 18. 

Nubi, diversamente fredde e diversamente elettrizzate, influiscono moltissimo perché le |257| correnti aeree superiori abbiano opposta direzione delle inferiori, VI, 19, 21, 23, ecc. 

Celerità maggiore de' venti poco superiore a quella di un cavallo, potendo fare appena sessantotto piedi in un secondo o tutto al più cento, 25, 26. 

Forza de' Venti, 28, 29. 

Freddezza de' venti del nord dipendente dall'aria superiore che discende nell'atto ch'eglino soverchiamente dilatansi all'equatore, mentre sono caldi sull'altro emisfero, 30, 31 .  

VENTI (DIVISIONE DE’) (pp. 257-258)

Tra i regolari perpetui: 1° il vento dell'Est fra i tropici, che, a parere di Halley, segue il corso del sole; 2° il vento dell'Est, che spira allo spuntare del sole pelle zone temperate e fredde, VI, dalla p. 46 alla 56. 

Tra i regolari periodici si contano: 1° i Monsoni, che in una stagione hanno direzione fissa e in un'altra hanno direzione a quella opposta; 2° I Costali, prodotti dal calor del sole sopra la terra, per cui una corrente di mare si stabilisce, e poi cessa quando il sole sospende la sua azione, continuando in Norvegia soltanto durante la raccolta del grano, sia per la brevità |258| della notte, e per la rarefazione dell'aria più universale, VI, dalla p. 56, alla 63. 

Se regolari sono i venti della Zona Torrida, regolari non meno sono quelli de' Poli Sud e Nord; e ciò procede dal moto terrestre troppo lento ai raggi estremi del globo, 63, 64. 

La Zona Temperata è il dominio de' venti più irregolari; ed essendo tante le cause che ivi concorrono per alterare la densità dell'aria, le osservazioni de' secoli, in luogo di poterne scoprire le leggi, troppe eccezioni ci pongono in una totale disperazione, VI, 64. 

Pare talora che i venti seguano il corso del sole, e tal'altra che sentano l'influenza del vario moto della terra; ma l'eccezioni alla regola superano la regola medesima, dalla p. 63 alla 67. 

Influenza de' venti per cangiare la superficie del globo, III, 220, 225, 414, 432, VI, dalla 265 alla 268. 

VENEZIA (p. 258)

ha ricevuto il nome dalle paludi e dalla terraferma che chiamavasi Veen o Jenue; e il mare ritirandosi da lei, ella unita sarebbe al continente se non si scavassero i suoi canali. Non è che il flusso salga adesso più alto; ma è che il fondo suo si è abbassato, 213, 214, 215. 

VERMI (p. 259)

privi di segni per cui volendoli caratterizzare diconsi animaletti di sangue bianco, che non sono insetti. Fanno però grandi maraviglie nelle loro abitazioni, e gli organi loro sono a noi sconosciuti. 

Si muovono senza avere articoli, producono sé stessi quante volte e in quanti pezzi sono tagliati; e nessuna vicissitudine può levar loro l'immortalità, VI, dalla p. 499 alla 503. 

VESUVIO (p. 259)

scoppiato nel 79 dopo G. C., seppellendo nelle sue ceneri Ercolano, Pompeiano, Stabia, Paestum, Tauronia, Gora, IV, 271.

Tutti salvaronsi ad Ercolano, ma a Pompeiano si trovò per sino un fabbro in atto di lavorare nella sua fucina, 274. 

Erano per altro lastricati que' paesi di lava, e il Vesuvio debbe avere un'ероса assai più remota, 279, 281, 289. 

VEJUCO DU GUACO (p. 259)

succo di una pianta della Nuova Olanda, con cui l'uccello Milous ha insegnato di guarire gli uomini avvelenati o dal mangiare insetti, o dall'essere stati morsi, III, 51, 52. 

VIAGGI (p. 259)

Loro influenza sull'uomo, I, XXXIII alla XXXVI. 

VIAGGIO (pp. 259-260)

degli Argonauti all'Eldorado o sia |260| in Prussia per raccogliere l'elettro o l'ambra gialla, III, 165, 167, 169.  

VIGOGNA (p. 260)

lana colore di cannella, III, 568, 575, VI, 468. 

VISIONE (p. 260)

di Mare, I, 264, VI, 171.

VISTOLA (p. 260)

quanto sia larga, celere, profonda, quanti rami produca, ecc ., V, 12, 16, 17, 45, 46. 

Trecent'anni sono essa era praticabile per le navi inglesi, ed ora ha sponde alte settanta piedi, e mezzo miglio geografico distanti dalle correnti, VI, 208, 262, 263. 

VITELLI MARINI (p. 260)

viventi sopra e sotto il ghiaccio, viventi in società ed aventi le loro sentinelle, II, 51, 52, 53. 

VIVERRA PUTORIUS (p. 260)

animale della Virginia e del Canadà che irritato manda un fetore insopportabile, III, 31, VI, 466. 

VOLUTE (p. 260)

grandi conchiglie cilindriche con ispire somiglianti a quelle dell'architettura; e ve ne sono di quarantasei specie, fra cui la Voluta Musica, e la Voluta Olla, della quale si fanno secchie, piatti, ecc., II, 500, 501. 

VORTICI (p. 260)

di mare i più celebri, I, 254, II, 211. 

VULCANI (pp. 260-263)

causa di terremuoti e di |261| uragani, II, 239, dalla p. 240 sino alla 260, VI, 14, 15, 16. 

VULCANI separati dalle catene delle montagne e quasi sempre isolati. Modo con cui cominciano, e immense distanze a cui portano le loro ceneri, IV, 233, 234. 

Come il fuoco di Pietra-Mala giovi a spiegarli, 290, 291. 

L'Etna e il Vesuvio gettano lava, e il Pitchinca, il Cotopaxi, il Chimboracco non ne hanno mai prodotto un atomo, e danno in vece il vetro vulcanico e lo smalto, IV, 246. 

La lava vetrosa si trova sulle isole di Lipari, ed è di particolare bellezza in Islanda, ove chiamasi agata e ossidiano, che forse sarà il Lapis obsidianus descritto da Teofrasto, 247, nota. 

Vetri vulcanici sono la Piedra de Gollinaco sul Pitchinca; le Scoriae Perlarum, consistenti in vetro bianchiccio e verdastro della grandezza di un pisello o di una nocciola; l'Augil brunastro, oscuro lucente, che cresce col basalto; l'Olivin, olivastro trasparente, ecc., 248, 249. 

Tutto il basalto potrebb'esser lava chiusa sotto terra in modo da non far bolle o immediatamente compressa dalle acque del mare; e di fatto |262| la lava che sorte dai vulcani d'Islanda forma pilastri di basalto, IV, 249, 250, 251, 252, 253. 

La miniera di carbon fossile, accesa presso Dalweiler, dà una scoria simile alla pomice, e grande quantità di quesla si cava a Lipari: ma l'Etna non ne produce; pochissima il Vesuvio, e niente i vulcani della Francia, del Portogallo, e dell'America, 254, 255. 

Le scorie contengono sorli neri e feldspati bianchi, e sono una lava che ha sofferto di più e si è calamitata, 256. 

I prodotti vulcanici sono: 1° lo spato di calce, come sarebbe il Cristallo d'Islanda; 2° le Calcedonie che trovansi nelle spaccature a Vicenza, e a Padova; 3° il zeolito delle Isole Faroe entro il basalto; 4° il sale ammoniaco, lo zolfo, il vetriolo, l'allume, il gesso; e durante queste chimiche ricomposizioni svolgonsi gas mofetici infiammabili, acido solforico, muriatico, ecc., 256, 257, 258. 

Cominciamento, progresso, e storie generali e particolari de' vulcani spenti o accesi in tutta la superficie del globo, III, 73, 81, 82, 86, 87, 88, 89, 99, 101, 104, 253, 548, 549, 550; IV, 13, 21, 297, 298, 299, e dalla p. 262 alla 345; VI, 15, 16, 196, nota, 197.  |263| (Veggasi finalmente Mediterraneo, e Isole d'origine vulcanica). 

WADDAM (p. 263)

popolo del colore di rame, che abita l'isola di Ceylan, la cui ricchezza consiste in cani, III, 309. 

WEISSERITZ (p. 263)

sorgente nella Slesia che corre coll'impeto medesimo anche nelle maggiori siccità, IV, 358. 

WILKINS (p. 263)

inventore di un istromento per attinger l'acqua di natura diversa, che trovasi a differenti profondità del mare, I, 167. 

WOLGA (p. 263)

gran fiume che sbocca nel Mar Caspio producendo molte isole. Egli allaga spesso le regioni circonvicine deponendovi molta feccia, della qual circostanza i Tartari non hanno tratto il profitto che traesi dal Nilo se non dal 1779 in poi, III, 150, nota; V, 30, 89. 

Nel Wolga, e nel Mar Caspio trovasi il noto storione di Moscovia, e l'usone, rimarcabile per la sua colla, V, 221. 

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