Del modo con cui la corrente forma il suo dominio e il suo letto
Del fondo del fiume e delle materie che i fiumi conducono seco
I. Natura e qualità di essa
25
Possiamo riguardare ciascun fiume considerabile come se fosse composto di tre; cioè della corrente principale in mezzo, e di due fiumi laterali che l’accompagnano. Tutti tre differiscono tanto nella profondità, quanto nella celerità.
Le sponde, a motivo dell’attrazione, diminuiscono il movimento della corrente; poiché, trattenuta da esse, l’acqua corre più lentamente, e vi depone le parti eterogenee che conduce seco; le quali deponendosi innalzano il fondo, e rallentano sempre più il corso dell’acqua. Nel mezzo, ove il corso è maggiore, il fiume si conserverà più profondo, ed aumenterà in conseguenza l’uso dell’acqua sui lati.
Il letto di un fiume ove passa la corrente, avendo un piano ed un suolo eguale, ed inclinandosi egualmente verso il mare, deve aver esattamente nel mezzo la più veloce corrente e la maggior profondità. Ma siccome il fondo del letto è disuguale, e forma qua e là diverse profondità nelle quali si precipita l’acqua; così la corrente
26
principale serpeggera, e si avvicinerà più a l’una o all’altra sponda. Le correnti delle regioni fredde, conducendo seco molto ghiaccio, cangiano il loro andamento principale quasi ogni volta che si scioglie il ghiaccio. Quasi sempre si disgela un lato del fiume prima dell’altro. L’acqua crescente si ristringe in un piccolo spazio, diventa in conseguenza rapida, e trae seco quito ciò che ad essa si oppone, come pietre intere, banchi di sabbia ec.: distrugge più o meno le isole, e forzando il passaggio intorno ai grandi pezzi di ghiaccio, cagiona delle profondità, e ne riempisce altre di sabbia, ammassa le pietre e la melma; calmata poi la violenza di essa, si vede spesso la corrente al lato opposto del letto, o almeno cangiata; da non riconoscerla più in quel sito ove era prima.